Era il 2008 quando Andrea Franchetti, eclettico pioniere del vino, trasforma un’idea visionaria nella più importante rassegna di vini esistente sull’Etna. Nasce così “Contrade dell’Etna”, un’intuizione, caratterizzata da un’impronta fortemente conviviale che vuole riunire i produttori locali nel rituale dell’”en primeur” importato direttamente dalla storica tradizione di Bordeaux. La prima edizione vede la partecipazione di pochi produttori, coinvolti dall’istrionico Franchetti, proprietario dell’azienda etnea Passopisciaro e della toscana Tenuta di Trinoro. L’idea è semplice e geniale. Dare nuova vita ad un territorio dalla tradizione secolare: l’Etna.
E’ sulle pendici del vulcano attivo più grande d’Europa che sorgono infatti tutte le Contrade, ciascuna caratterizzata da proprietà e peculiarità uniche e inimitabili, determinate dalle differenti composizioni del terreno.

Le caratteristiche organolettiche, i differenti microclimi e l’inedita composizione stratificata del terreno fanno sì che ciascun vigneto etneo acquisisca una propria identità, dall’anima forte e ineguagliabile, che rende unico e irripetibile il fascino dirompente del Vulcano che esplode potente, dentro ogni sorso di vino. L’Etna, “a Muntagna” per gli abitanti, con i suoi 3.300 metri di altitudine per 45 km di diametro, assicura una produzione vinicola esclusiva e in costante evoluzione grazie all’attività vulcanica in perenne movimento, che trasforma continuamente il suolo, garantendo unicità e carattere ai vigneti delle Contrade limitrofe.

Il connubio Etna-Vino ha dato lustro per secoli all’intera Isola che esportava il prezioso nettare in tutta Europa. La diffusione del vino locale si sviluppò ulteriormente con la costruzione della ferrovia Circumetnea, inaugurata nel 1895 grazie alla quale furono semplificati i collegamenti tra l’entroterra e il porto di Riposto. Fu verso la fine del XIX secolo, con l’avvio della rivoluzione industriale, che le terre etnee subirono una pesante battuta d’arresto a causa dell’abbandono delle campagne a vantaggio delle città. Bisognerà aspettare i primi anni ‘60 per veder rifiorire i vini dell’Etna con l’istituzione, nel 1968, di una delle prime denominazioni presenti in Italia, quella dell’Etna Doc.

Negli anni “Contrade dell’Etna” ha assistito ad una lenta ma inesorabile evoluzione, i vignaioli che si riunivano nelle cantine private per degustare e confrontarsi sulle annate, consapevoli della vertiginosa escalation nel mondo dei vini, hanno tenuto il passo coi tempi e le esigenze sempre più mirate nei confronti delle proprie cantine, apprezzate a livelli internazionali.

Il prestigio crescente delle etichette ha dato potenza alla manifestazione che pur seguendo l’evoluzione del “fenomeno Etna” con grande spirito di adattamento ha sempre voluto dare continuità e senso di appartenenza alla vera essenza voluta dal suo ideatore.
Lo spirito puro e genuino del suo fondatore, andando sempre avanti, annata dopo annata, ha garantito l’impronta tanto voluta da Franchetti e sposata dai vignaioli che con attaccamento e rispetto proseguono quella che si esprime come una vocazione.
Passione e lavoro duro nei confronti “da Muntagna” per onorare un territorio unico, che da queste parti è considerato come “uno di famiglia”.

Rassegna

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27-08-2018

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06-01-2019

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17-02-2019

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2019

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12-04-2019

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